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Il nostro paese



Siniscola

Ai piedi del Montalbo, alta e precipite dorsale calcarea, lungo l'omonimo fiume, Siniscola si affaccia verso le spiagge e le scogliere della costa orientale sarda.
Il territorio offre una serie di paesaggi agrari e naturali di sorprendente varietà, da quelli montani calcarei del Montalbo, a quelli coltivi della piana, solcata da corsi d'acqua che sfociano in ampie lagune costiere; dalle ondulate colline scistose che limitano l'ampio arenile tra La Caletta e S. Lucia, ai dorati rilievi granitici che degradano nelle rosse scogliere di porfido di Capo Comino, nelle piccole insenature di sabbia bianca e finissima, e nella selvaggia bellezza degli stagni e della spiaggia di Bérchida.
In questa cornice naturale di grande suggestione ed interesse storico-ambientale, Siniscola, che fin dai tempi antichi è un crocevia di scambi e transiti, è in continuo e costante sviluppo.





A Siniscola, come in altre zone della Sardegna, sopravvivono molte feste e sagre minori, retaggio d’antichi rituali agrari, propiziatori d’abbondanza e prosperità.
La vitalità ancora attuale di queste feste è dovuta ad un radicato attaccamento alla tradizione, soprattutto da parte dei giovani Siniscolesi, coinvolti da un affascinante passato, che li ha portati a ripercorrere la storia religiosa del proprio paese, dagli antichi rituali pagani fino al Cristianesimo, che non è comunque riuscito a cancellarne la vera matrice.
Così le antiche divinità animistiche vengono man mano sostituite nei nomi, senza peraltro cancellarne il significato originario. Per esempio, accanto al luogo in cui si praticava il culto pagano dell’acqua, l’antica fonte ritenuta miracolosa di "Luittu",viene edificata la chiesetta della Vergine della Salute.
La religione Cattolica permette queste manifestazioni popolari, a condizione che siano rivolte alla venerazione del vero Dio dei Cristiani. Come nel caso del falò di Sant’Antonio, espressione dei riti più arcaici che esaltano i simboli della procreazione.
Ogni sagra popolare a Siniscola, è curata da un Priorato, che assume l’onere della buona riuscita della festa; si prodiga per la questua dei fondi necessari per organizzare pranzi pantagruelici, in cui si eccede nel cibo e nelle bevande, in segno propiziatorio d’abbondanza e prosperità.
Per conoscere meglio la festa di Sant’Antonio, dobbiamo addentrarci in un dedalo di racconti mitici e leggende; secondo la tradizione, Prometeo ruba il fuoco celeste, "Sant’Antoni de su ocu" scende all’inferno e riesce con uno stratagemma a portare via a Lucifero, dentro un bastone cavo di "ferula", la brace che servirà per riscaldare la terra di Sardegna, allora coperta dai ghiacci.


Ogni 16 Gennaio, il giorno prima della sua festa, i Siniscolesi ringraziano Sant’Antonio Abate con l’accensione di un immenso falò di frasche. Queste sono state portate dai vari gruppi di giovani.
La domenica che precede la festa, "sa die de su Ramasinu" (il rosmarino), essi vengono accolti dai componenti del Priorato e rifocillati con l’invito del caffè, del vino e del dolce tipico di questa ricorrenza: "su pistiddu". Una volta realizzata la pira, sulla sua sommità viene issata una croce d’arance, sulla quale viene infilzato un maialetto.
Il 16 Gennaio, il sacerdote accompagna la statua del Santo intorno alla pira e la benedice perché poi gli si possa appiccare il fuoco. Dopo l’accensione, i giovani sfidano il rogo per impadronirsi del maialetto quale premio finale.
Con il rogo delle frasche si spera che tutte le influenze negative che possano ostacolare la generosità della terra possano svanire. La direzione stessa che prendono le ceneri trasportate dal vento è sinonimo di prosperità, sia essa verso i pascoli ("paperile"), o verso i raccolti ("bitathone").
In tale occasione, fanno la loro prima comparsa "sos tintinnatos" col volto annerito dal carbone prodotto da "su olone"; è l’inizio ufficiale del carnevale.



Come quella di Sant’Antonio, anche le altre feste e sagre popolari del territorio di Siniscola, in particolar modo quelle campestri, hanno mantenuto gran parte della loro genuinità primaria, non trasformandosi, come spesso accade in veri e propri strumenti commerciali, che riducono considerevolmente il contenuto spirituale della sagra.




Calendario delle ricorrenze:

16/17 Gennaio festa in onore di Sant’Antonio Abate.
 
Febbraio carnevale siniscolese, sfilata di carri allegorici e maschere tradizionali. Cavalcata  de "Su puddu de carrasecare", antica giostra medioevale.
 
19 Marzo festa di San Giuseppe nell’omonima chiesa campestre, alle porte del paese. 
 
Domenica di Pasqua processione de "S’incontru" tra il Cristo Risorto e la Madonna. 
 
Giorno dopo Pasquetta festa di Santa Lucia, con processione a piedi che, da Siniscola, porta "sa mazzine" della santa nell’omonimo borgo costiero per i festeggiamenti. 
 
1° Maggio festa di San Giacomo nell’omonima chiesa campestre. 
2° domenica di Maggio festa di Nostra Signora di Fatima in "Sa Marina" (La Caletta).
 
24 Giugno festa di san Giovanni Battista, Patrono di Siniscola, con manifestazioni religiose e civili. 
 
29 Giugno festa di San Pietro nell’omonima chiesa campestre. 
 
2° Domenica d’Agosto festa di Stella Maris a Capo Comino.
 
3° Domenica di Settembre festa della Madonna della Salute in località Luittu.
 
2° Domenica di Ottobre festa di Nostra Signora delle Grazie, la maggior festa paesana con oltre 220 anni di storia, con manifestazioni religiose e civili. 
 
3° Domenica di Ottobre festa di Sant’Efisio. 

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